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WoLe 1 – Storia di un concerto

PREMESSA

Un concerto è la parte finale di un percorso molto lungo e articolato che si snoda nei mesi che lo precedono. E’ un lavoro invisibile e quasi sconosciuto alla maggior parte delle persone (ecco perché ancora non si concepisce la musica come un lavoro: ma sarebbe come pensare che un pacco di pasta comparisse da solo sopra allo scaffale del supermercato…quante persone hanno lavorato per produrre, trasportare e rendere fruibile quel pacco di pasta?)

Vi voglio raccontare la storia del concerto “Meditazione in musica” tenutosi il 25 settembre 2021.

L’IDEA

Circa un anno fa mi venne chiesto di cantare un brano all’interno della messa di Pasqua nella parrocchia che io e la mia famiglia frequentiamo. Venivo da un periodo di sospensione della mia attività musicale perché la pandemia aveva bloccato ogni attività artistica, quella canora in primis.

Quando cantando alzai lo sguardo verso l’assemblea, l’emozione e la commozione che vidi nello sguardo di chi ascoltava, mi lasciò senza fiato: quanto bisogno c’era, dopo un anno di digiuno forzato, di accedere ancora alla Bellezza della musica e a quelle emozioni profonde che l’ascolto di una voce “educata” può suscitare! Ci furono alcune persone che vennero a ringraziarmi piangendo, altre che non la finivano più di sorridermi… per così poco, tre minuti di musica al massimo!

Nello stesso periodo, chiacchierando con il nostro parroco, avevo appreso della sua grande passione per la musica antica; fu in quell’occasione che nominammo la “Messa a quattro voci” di W. Byrd.

Negli anni precedenti mi ero limitata a rispondere alle chiamate di chi mi proponeva questo o quel concerto, discutendo dei dettagli organizzativi, dei cachet e poco più. Raramente l’idea di un concerto era partita da me: furono gli sguardi delle persone, uniti alla passione di Don Federico ad istillare in me il desiderio di attivarmi per dare il mio contributo: avrei allestito la “Messa a quattro voci” di W. Byrd e l’avrei eseguita proprio nel mio territorio!

 

 

LA SCELTA DEI MUSICISTI

La “Messa a quattro voci” di W. Byrd è stata scritta (per altro in un periodo di persecuzione dei cristiani, quindi forse quasi di nascosto) per quattro voci miste: soprano, alto, tenore e basso.

Chi chiamare? La scelta dei musicisti è stata forse la scelta più importante dell’intero progetto, quella da cui è dipeso l’andamento di tutto ciò che è avvenuto successivamente. 

Molti nomi si affollavano nella mia mente, ma il mio punto fermo era scegliere non solo tre bravi professionisti, ma anche tre persone con cui potesse essere umanamente significativo lavorare! 

L’anno appena trascorso mi aveva definitivamente chiarito ogni dubbio su questo aspetto: ciò che in me rende memorabile un concerto non è solo la musica in sé, ma anche e soprattutto l’esperienza umana che vi si accompagna. Ciò di cui avevo avuto più nostalgia infatti, non erano le grandi produzioni con direttori stimati e famosi (senza nulla togliere al valore professionale ed emozionale di questi traguardi), ma esperienze musicali vissute in amicizia, dove la bravura dei musicisti aveva fatto da base all’architettura del progetto (e non era quindi l’unica condizione ricercata): viaggi rocamboleschi in compagnia, prove in cui la serietà di ciò che si faceva si mescolava al clima di ilarità generale, traguardi vissuti e condivisi nel tempo.

Scelsi tre musicisti che conosco da molti anni, verso cui nutro ferrea fiducia musicale e grandissima stima umana: Anna Tarca (soprano), Luis Lanzarini (saxofonista e tenore), Giovanni Florian (baritono).

Li chiamai uno ad uno spiegando la mia idea e arrivò subito, da parte di ciascuno, un SI generoso ed entusiasta. 

 

RISORSE

Bene, di risorse… non ne avevo!

O meglio, avevo la musica, i musicisti, gli spartiti, le nostre capacità…ma dal punto di vista concreto e pratico non sapevo da che parte iniziare!

Don Federico mi aveva dato libero accesso al teatro per effettuare le prove e completa disponibilità per tenere il concerto nella chiesa di Santa Bona Vergine di Treviso, ma mancavano le risorse economiche per poter dare forma e dignità all’intero progetto.  

Decisi di chiedere un consiglio a mio fratello Giovanni, fonte inesauribile di idee; mi chiese di spiegargli un po’ più in dettaglio la mia idea e, una volta appresa, si offrì di finanziare il progetto attraverso Yourdreamhub e il suo team! Yourdreamhub mi propose di realizzare anche un cortometraggio che raccontasse la storia dell’intero progetto.

Non immaginavo nemmeno lontanamente cosa si sarebbe dipanato da lì a pochi mesi!

SI PARTE!

Ora avevo tutte le carte in regola: musicisti stupendi, finanziamenti, location per le prove…e all’orizzonte il concretizzarsi di un concerto e di un cortometraggio che avrebbero reso l’esperienza ancora più entusiasmante.

Durante il primo incontro condividemmo come quartetto l’idea di dedicare alla preparazione di questa intricatissima messa tutto il tempo necessario, in netta contrapposizione con ciò che, quasi normalmente, avviene: prova-concerto, prova-concerto, prova-concerto… avanti il prossimo!

Decidemmo di stilare di mese in mese un calendario di prove fissando la data del concerto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

 

Il lavoro ebbe inizio!

 

 

 

 

IN CORSO D’OPERA

Ciò che avvenne nei mesi a seguire fu semplicemente meraviglioso: ci trovavamo quasi sempre a formazione completa, ma non mancarono le serate dedicate allo studio a due o tre voci. Per ogni parte della Messa scegliemmo di adottare uno studio basato non solo sul canto e sulla tecnica vocale, ma anche sulla sillabazione del testo, sulla declamazione, sull’analisi delle dinamiche testuali e contrappuntistiche.

Lavorare in questo modo, di questi tempi, è un lusso.

Dedicammo ore preziose alla lettura musicale ritmica per affinare gli incastri tra le diverse voci e altrettanto tempo per ricercare in ogni parte della messa i punti salienti e i significati da far emergere: avete presente quelle figure a puntini in cui, fissandole con lo sguardo, si nota gradualmente l’emergere di un’immagine? Ecco come fu dar forma a questo capolavoro di W. Byrd!

Fu bellissimo osservare, col trascorrere del tempo, come questa Messa così complicata prendeva man mano significato e colore, ma fu altrettanto bello condividere con Anna, Luis e Giovanni lo svolgersi delle nostre vite: in quel periodo infatti ognuno di noi si trovò a vivere alcune situazioni significative e fu davvero bello condividerle tra noi. Ricordo una serata in cui si passò dal canto…al pianto…al riso!

Nel frattempo iniziammo a fare le prime riprese per il progetto parallelo propostoci da Yourdreamhub e pian piano tutto ciò prese una piega inaspettata: una troupe cinematografica al completo sarebbe venuta a lavorare con noi per produrre il cortometraggio!

 

 

Nello stesso periodo ebbi occasione, parlando, di raccontare questo bellissimo progetto a Lodovico Saccol (definirlo musicista sarebbe riduttivo, vi rimando a wikipedia per ulteriori informazioni) e quando ebbi finito di parlare mi disse: “Beh, ma sarebbe un peccato non registrare un concerto così bello… vengo io!”.

E così… avevamo pure un super mega fonico disposto a registrare l’audio del nostro concerto!

Avrei da raccontare tanti altri aneddoti (che io chiamo Provvidenza) legati a questa meravigliosa esperienza: dalla possibilità di girare dei video nella meravigliosa Chiesa di Santa Maria di Nazareth a Venezia, alla grafica che pur in mezzo a mille impegni ci realizzò dalla sera alla mattina una stupenda locandina…al fatto che non ebbi mai veramente tempo per preoccuparmi di qualcosa, perché il percorso sembrava già tracciato!

Essendoci spesso novità ebbi modo di incontrare due o tre volte don Federico per aggiornarlo e ogni volta tornavo a casa stupita del fatto che le sue reazioni fossero sempre positive e aperte: non davo per scontato infatti che fosse disposto non solo a concederci chiesa e teatro ogni qualvolta glielo chiedevamo, ma soprattutto che avrebbe acconsentito a farci realizzare le riprese in chiesa (avete idea di quante persone compongono una troupe cinematografica? In chiesa arrivò persino un drone!)

Tra un incontro e l’altro decidemmo di scegliere per il concerto una formula meditativa: avremmo chiesto a don Stefano, prete e musicista, di intervallare le varie parti della messa con una meditazione parlata. Ciò che scrisse per l’occasione rese migliore e facilmente fruibile l’intera Messa.

 

IL CONCERTO

Qualche giorno prima del concerto stabilimmo di effettuare una prova generale e in quell’occasione realizzammo gran parte del lavoro utile alla preparazione del cortometraggio: fu un lavoro interessantissimo e insolito, organizzato dalla troupe in modo impeccabile e con grande disponibilità da parte di tutti (di tempo, energia, materiali, talenti personali). 

In occasione delle interviste che effettuammo in quelle ore mi resi conto ancora una volta di quanto ben assortito e complementare fosse il nostro quartetto, sia dal punto di vista di competenza musicale, sia da quello delle nostre attitudini personali.

La serata del concerto fu meravigliosa: prima di iniziare mi tornarono alla mente tutti i mesi trascorsi e tutto quello che come quartetto avevamo condiviso. Ringraziai Dio per avermi ispirato l’idea di questo concerto e per tutte le persone che avevano gravitato, spendendosi con generosità ed energia, attorno a questo progetto.

 

Ecco alcuni commenti alla serata da parte di chi venne ad ascoltarci:

 

“L’atmosfera che ho respirato durante il concerto è stata per me contemplativa e rarefatta. Percepivo una grande intesa musicale ed emozionale da parte dei cantanti. Le voci ora si fondevano, e con-fondevano, ora si “passavano il testimone” in modo delicato e a volte quasi sussurrato. La performance è stata inoltre valorizzata moltissimo dalle presentazioni di Don Tempesta che hanno creato anche una certa attesa nell’ascoltare e gustare il brano successivo.”

“Non conoscevo la Messa a 4 voci di W. Byrd, ma sono stata completamente rapita dall’atmosfera che i quattro artisti sono riusciti a creare con la perfetta armonizzazione delle loro voci. Tutta l’esibizione ha provocato in me forti brividi di emozione; stupenda la fase finale con l’accompagnamento del saxofono. Avrei potuto rimanere incantata ad ascoltare ancora a lungo.”

 “La musica è arrivata direttamente al cuore, all’anima. Un quartetto, ma una voce sola che riempiva l’aria dando serenità e distensione. Un credo che giunge dentro al cuore e che inonda di calma e gioia. Sono uscita molto più leggera.”

Concerto “necessario” in questo periodo in cui tutti parlano, sbraitano, lottano, si dividono. Un’ oasi di musica e riflessioni… Sono riuscito ad immergermi nelle voci, belle, definite, ma unite. Come quattro punti di vista diversi, quattro modi diversi in cui Dio parla ai suoi figli, quattro strade da percorrere. In pratica la storia di tutti noi. Ci incrociamo, ci contrappuntiamo, ci uniamo. Bello come un ensemble vocale diventi metafora di umanità in cammino.”

“Grazie per la splendida serata…un tempo speciale ed emozionante.”

“La verità rivelata è l’amore. L’amore realizzato è la bellezza. La liturgia deve essere bella. L’occasione per condividere questa bellezza va cercata. E’ voler bene donando. Ecco che cosa ho visto e goduto: il bello interpretato bene e che fa bene. Ecco il perché degli applausi spontanei non mediati dalla mente. Usiamo  tanto la mente, ma poco il cuore: nostro Signore ci parla ed è presente nel cuore 

“Ho ascoltato con piacere la bella musica della messa a 4 voci di Byrd e mi ha colpito fin da subito la capacità dei cantanti di sintonizzarsi in modo armonico tra loro per offrire a noi una musicalità pulita e di qualità… Mi piace molto la musica a cappella perché mi permette di apprezzare la voce di ogni singolo cantante e apprezzarne la peculiarità e mi viene facile pensare che sia molto   complesso cantare   senza uno strumento.   Ascoltandoli   ho avuto   la   piacevole   sensazione   in   più   momenti, anche piccoli istanti, di toccare il cielo con un dito e di essere più vicino a Dio. Ho trovato il finale a sorpresa con il sax originale e di effetto. Complimenti!”